La caserma dei carabinieri a Campazzo è in subbuglio. Nuovi arrivati da iniziare alla tutela dell’ordine pubblico, le feste natalizie, i conseguenti preparativi per addobbare degnamente i locali degli uffici, lo spirito di corpo da intensificare, fidanzate, mogli, amanti, concerti, manifestazioni in tono tra religione e laicità… Insomma di carne al fuoco ce n’è, non occorre aggiungerci altro. Ma il destino e la cronaca nera dei fatti e misfatti umani, riservano un surplus quanto mai cruento: il sangue macchierà il bianco natale! E non sarà un sangue qualsiasi. Non sarà blu, nel senso tradizionale dell’aristocrazia, ma del colore del lignaggio mediatico. Non a caso a redimere questioni pubbliche e private è di scena un graduato amante della filosofia. Campazzo non è certo New York, i moti umani si svolgono secondo stati e stadi pacifici e abitudinari che proprio nel natale trovano conferma, ma non per questo il luogo non conosce i contrasti delle più impreviste violazioni al quieto vivere. Ma tutto il mondo è paese, come si dice, e Campazzo non tradisce la consegna domestica: tavole ben imbandite di piatti della rispettata tradizione culinaria aggiornano le pratiche umane. A rallegrare l’ecumenismo del paese ci pensa il mondo del microcosmo. La calibra tenerezza che unisce i minori, tanto che anche tra coloro che operano il male vige una sorta di elementarità comportamentale che se non li assolve almeno li caratterizza umanamente. Che meritino comprensione più i sicari che i mandanti, prova quanto il piccolo sia il più esposto alla brutalità ma pure colui a cui va concesso il perdono. Campazzo riscatta New York.

 

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