La Leica. Il centenario. H. C. Bresson, “Kashmir” 1948

L’ invenzione della macchina fotografica LEICA, il cui centenario ricorre quest’anno, ha risolto il problema di molti fotografi, che tra le trincee delle guerre dei primi anni del Novecento dovevano spostarsi con scomodi treppiedi. La macchina fu inventata da un ottico tedesco, Oskar Bermak. La LEICA sta all'uomo quanto il guanto sta alla mano. Capolavoro di misura, eleganza e funzionalità, la LEICA compie cent’anni. Cartier Bresson impugnandola sembrava danzare tra le strade di Parigi. Robert Capa ha fermato la morte sul campo di battaglia come un balletto tragico (si cade fulminati dalle pallottole proprio come è stato fotografato? C’è chi di fronte a tanta aderenza ha insinuato che si tratti di una messinscena in ‘studio’), per poi saltare veramente in aria su una mina in Corea. La LEICA è il mezzo organico della ‘presa diretta’, ma anche del ritratto come insegna Denis Thorpe, autore di un celebre ritratto di Nureyev. Prima ancora di cineprese e telecamere che devono distinguersi dall'uomo per mole e presenza, la LEICA nascosta fotografa e immortala il bacio più famoso del mondo di Robert Doisneau, senza che gli innamorati se me accorgano. “Ruba” ma solo quanto il mondo non può e non deve nascondere, quindi rivela, al mondo, ciò che ha “rubato”, ovvero sottratto all'indifferenza e all'oblio.

172.Kashmir_1948_100