Gianfranco Spinazzi, “La zanzara muta”. La trama.

 

Due vecchi si incontrano in un bar veneziano gestito da un nano che si veste alla “belle epoque”. Uno è solo, seduto al tavolino, l'altro fa parte di una vociante compagnia di anziani, tutti apparentemente allegri e con modi e vestiti giovanili. Vecchi alla “moda dei giovani”. Il signore solitario fa la conoscenza di un vicino di tavolo, chiacchierano e condividono la passione per l'aeromodellismo. Stabiliscono di incontrarsi a casa del solitario per approfondire il comune interesse per gli alianti, e qui, a visita avvenuta, il padrone di casa aggredisce l'invitato colpendolo alla testa. Non si tratta di un colpo mortale, sebbene il testo all'inizio parli di un morto e un assassino. Il carattere corsivo caratterizza subito l'equivoco tra ciò che si pensa di fare, cioè uccidere, e ciò che in realtà si è fatto, cioè ferire leggermente. Ciò che segue è il tentativo dell'aggredito di conoscere il motivo dell'aggressione; i due vecchi si fronteggiano in un serrato dialogo in cui affiorano temi e squarci dell'infanzia. I toni sono spesso concitati e enigmatici, soprattutto da parte del padrone di casa che tradisce antichi risentimenti coniugali. La vittima da parte sua cerca di controbattere e convincere il carceriere a lasciarlo andare, cosa che, alla fine della prima parte del romanzo, avviene non dopo sofferte parole e attese.

La seconda parte del romanzo inquadra la figura dell'aggredito. Vita passata, la lunga malattia della moglie, i figli, i pensieri ansiosi e gli incubi che il matrimonio e la paternità gli hanno inflitto. Affiora il ricordo della recente disavventura a casa del coetaneo. Alla fine l'aggredito finisce con tornare sulla “scena del delitto” e intraprendere un lungo dialogo finale con il suo carceriere. Temi, ricordi, sofferenze, idiosincrasie, convergenze, frustrazioni, tra cui il sogno, combattuto più che infranto, della letteratura da parte del padrone di casa che possiede molti libri.

I capitoli del romanzo si susseguono tra il campo degli humani e il campo degli animali. Cani, gatti, conigli, piccioni, lucertole… orientano il passo tra il disgusto che l'uomo suscita nel suo simile e la tenerezza verso il mondo animale, ultima chance per non fossilizzarsi e abbruttirsi nel regredito consorzio degli uomini. Tra cui Trump e Putin.

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G. Spinazzi, La zanzara muta, Tragopano Editori, Venezia 2018, euro 15.00