“Giocatori” di Don de Lillo

Don DeLillo è scrittore decisamente diverso da Borges, ma forse si deve alla tematica parabolica del grande scrittore argentino, se leggendo Giocatori del romanziere americano, ci si lascia andare ad associazioni universali sul tema del ‘gioco’ (in ciò molti altri scrittori potrebbero prestarsi all’associazione. La stessa norma letteraria può personificare il Gioco). I termini ‘scacchiera’ e ‘pedina’ sono quanto mai pertinenti nella geometria, o disarmonia, narrata da DeLillo: una coppia di marito e moglie, apparentemente tranquilla e felice, si disarticola: lei parte per un viaggio in compagnia di due omosessuali di cui di uno diventa l’amante. Lui, dopo aver assistito all’omicidio di un collega nell’atrio della Borsa di New York, diventa l’amante di una misteriosa donna e si ritrova agente segreto doppiandosi tra una cellula terroristica e l’FBI. Ecco il gioco, il filo, tra nuova vita e vecchio, apocalittico terrore del disordine e dell’impossibilità di vincerlo. L’eterno gioco della convulsione e follia del mondo a cui la vita cede fatalmente il passo.

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