Delillo, “Cosmopolis”

Un uomo. Giovane, appena ventottenne, miliardario, a bordo di una lussuosa limousine che è un mondo a parte, o forse è il mondo: dipende dal flusso dei fili che si dipanano e si imbrigliano a bordo e che accompagnano e frammentano il tragitto. La città formale è Manhattan. La meta apparente: recarsi dal barbiere. Una quotidianità truccata, uno squarcio planetario prodotto dalla tecnologia dei controlli, dei profitti e dei crolli. Il tempo: un solo giorno! Unità apparente, anch'essa. Un Ulisse moderno, dopo quello di Joyce: più conciso, più astratto, più alieno. Più in bilico. Tema congeniale al talento del regista David Cronenberg che ne ha tratto un film.

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