Il ritorno di Tragopano. La recensione de “Il lato a sud del cielo” di Daniele Cutali

Il lato sud del cielo

Verrebbe da pensare che Il lato sud del cielo (dalla famosa canzone degli Yes South side of the sky )sia una sorta di quel romanzo di formazione modellatosi verso la metà degli anni Novanta. E’ molto di più, l’unico fil rouge è geografico e allo stesso tempo letterario: Giuseppe Culicchia con la sua grande umanità e il suo Alice nel Pese delle meraviglie. Il libro. E’ molto più perché Cutali racconta le sue storie con la dolcezza dei sogni dei due protagonisti, Paolo (Paul da Paul McCartney) e Linda Bontempi ma anche con le loro esigenze e i loro ardori e spesso con i loro pericoli. Ci riporta a un contesto storico del nostro paese che ci eravamo dimenticati, gli anni di piombo e chi li viveva con la giusta quotidianità. Ma protagonisti non sono solo i due personaggi Paolo e la rivoluzionaria Melinda Buontempo. Paolo frequenta con successo la quarta superiore, a parte qualche scontro con il prof. Dionigi, tanto che la prof.ssa di Inglese Maggie Fisher propone che continui gli studi in Inghilterra, mandando su tutte le furie il padre di Paolo. Linda sceglie la proposta della non violenza marxista, trovandosi suo malgrado testimone in una sparatoria proletaria presso Porta Susa. Paolo prende i soldi dei genitori, vuole scappare in Inghilterra e lascia i suoi preziosi dischi all’amico Sergio, Linda deve scappare perché ricercata dai terroristi che avevano fatto una strage pochi giorni prima, non considerandola in secondo luogo come testimone. Grandi protagoniste sono le musiche, le stesse che Paolo ascolta dall’amico Sergio, quelle che accompagnano la fuga dei ragazzi a Torino verso il treno che li avrebbe portati in Inghilterra. La stazione. Là dove Linda sfinita ha un moto di responsabilità e vuole mollare Paolo che sale sul treno dove trova Maggie Fisher ma l’arrivo improvviso dei terroristi la fanno lanciarsi sul treno in corsa. Un’altra storia.

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