Cenni sull’opera di D. Barthleme

Leggendo l’opera (in particolare, "Ritorna dottor Callegari") di Donald Barthelme (1931 – 1989), si ha l’impressione di trovarsi di fronte a una tavola degli elementi, astratta al primo apparire ma carica di valenze e influenze. In Barthelme non esistono impossibilità. Le parole stesse valgono ogni forma di possibile. Vale il pensiero. Si può pensare e dire di tutto, ciò non significa che ogni pensiero e ogni parola possano essere giustificati, trasmessi e accettati. Se è un aereo in volo il tema trattato, ecco che gli scali che esso tocca sono tra i più disparati e improbabili, fermo restando la ragionevole potenzialità di un aereo di volare in ogni parte dello spazio, fisico e mentale, e quindi la sua logica. Nel superamento e nel rifiuto della narrativa "tradizionale", il movimento letterario della "post-modern fiction" americana che attraversa gli anni '60 con grande fecondità e originalità di contributi (John Barth, Thomas Pynchon, Robert Coover, Walker Percy, William Gass), ha in Donald Barthelme una delle figure più significative.

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