“Anemone” di Miriam di Miceli recensito da Gabriele Ottaviani

Anemone di Miriam di Miceli

21 agosto 2017

Convenzionali - Vediamo un po'

Blog di letteratura, cinema e cultura.

 

Recensione di Gabriele Ottaviani.

"E finisce sempre così,
che io ti amo
e tu mi usi,
che io ci credo
e tu ne abusi"

Anemone, Miriam Di Miceli, Tragopano. Nata nel millenovecentonovantatré, è con ogni evidenza dunque giovanissima. Eppure la sua cristallina voce poetica ha una sorprendente maturità, che pare impossibile non si sia più che abbondantemente nutrita di buone letture: il talento e lo studio, insieme, hanno prodotto un’antologia di ventidue componimenti – Introduzione, Sigarette parlano d’amore, Novembre, Lirica d’amore fallito, 1993, Narcolettiche distanze, Fiori zingari, Pane e olio, Segreto, Punteggiatura foglia, Amore blu, Mai più sola, Medea coscienza, Personificazione poetica, Inizio e fine, Il per sempre è una trappola, Grand Guignol, Tempi moderni, La generazione dei condannati al nulla, Crateri di rabbia, Sale, Protagonisti di fogli strappati – che, felicemente sintetici sin dai titoli, asciutti e variopinti, riescono a essere allo stesso tempo classici e originali, unici eppure capaci di far immedesimare il lettore nella nitida riconoscibilità di certe situazioni, di determinate sensazioni. Da leggere e assaporare, per riflettere e ragionare.

Ringraziamo vivamente Gabriele Ottaviani per la recensione.